Vesciche: un vero e proprio infortunio per i runner. Come trattarle e come prevenirle

La comparsa di vesciche cutanee è un problema molto frequente per chi pratica podismo, soprattutto negli atleti di lunga distanza. Trattarle e prevenirle può aiutare a migliorare anche la biomeccanica della corsa.

Vesciche: un vero e proprio infortunio per i runner. Come trattarle e come prevenirle

Il problema delle vesciche cutanee da frizione è sempre in agguato per chi pratica la corsa, soprattutto negli alteti che si cimentano sulle lunghe distanze (in primis maratoneti e ultramaratoneti) tanto da essere considerato da Krabak [1] e colleghi il problema sanitario più comune e l’infortunio più preoccupante nelle gare di endurance.
Sebbene per alcuni questo problema possa rappresentare soltanto un semplice “fastidio”, per altri invece costituisce una vera e propria forma di INFORTUNIO che può compromettere la prestazione portando in alcuni casi all’abbandono della competizione e progredire addirittura in sepsi.
Secondo alcuni studiosi [2,3] la formazione delle vesciche interessa tra lo 0.2% e il 39% dei maratoneti, arrivando a numeri compresi tra il 32% e il 45% negli eventi distribuiti su più giorni sino al 70% e oltre nelle ultramaratone di più giorni, in cui solitamente si manifestano fra la terza e la quarta giornata di gara.
Nello studio è inoltre riportato come gli atleti più “esperti” siano meno soggetti alla formazione di vesciche, sebbene il motivo di ciò non sia ancora chiaro [1].
Gli studi evidenziano l’impatto sul fisico della corsa prolungata nel tempo ma allo stesso tempo suggeriscono un approccio preventivo a questi disturbi, grazie all’analisi del meccanismo di formazione delle vesciche.
La causa principale della formazione di vesciche è la ripetuta azione della superficie cutanea contro un’altra superficie; la forza di attrito si oppone al movimento del piede e viene accentuata dal contatto della parte esterna di quest’ultimo con la calza o la calzatura.
Quando le forze di taglio orizzontali superano la resistenza del piede, lo scivolamento ripetuto in un punto di frizione causa l’esfoliazione dello strato corneo e provoca un eritema intorno a quest’area.
Questa situazione è facilmente riconosciuta dall’atleta come sensazione di calore in quella zona e causa la delaminazione e lo sfaldamento delle cellule epiteliali portando all’accumulazione di fluidi, quindi alla formazione della vescica.
La formazione di un eritema o di una vescica in gara potrebbe alterare la corretta biomeccanica della corsa, causando delle possibili strategie di “evitamento” del dolore da parte dell’atleta e predisponendolo potenzialmente all’insorgenza di infortuni.

TRATTAMENTO:

Il trattamento delle vesciche va effettuato il prima possibile in quanto migliora il risultato finale, riduce il dolore e minimizza le complicazioni dovute sia al danneggiamento dei tessuti che alle infezioni.
La cura delle “bolle” non è complicata ma può essere più o meno lunga a seconda dell’entità del danno. Ogni atleta dovrebbe familiarizzare con queste tecniche quando decide di diventare un runner, prima di trovarsi di fronte a situazioni di complessa risoluzione.
In italia la figura sanitaria specializzata nella cura e nella prevenzione dei disturbi del piede è il podologo, per cui in tutti i casi in cui si renda necessario è importante rivolgersi a questo specialista.
Per fortuna non sempre il problema delle vesciche è tale da dover ricorrere a delle vere e proprie cure mediche.
Di seguito viene proposto un semplice trattamento fai da te volto a minimizzare la frizione del piede durante la corsa e a prevenire la formazione delle vesciche quando sono già presenti degli eritemi.
Il modo più semplice per trattare degli eritemi o delle vesciche di moderata entità è quello di utilizzare opportunamente due calzini per creare un sistema a basso attrito e minimizzare lo sfregamento contro la pelle del piede.
L’obiettivo da raggiungere è quello di ottenere una frizione maggiore tra gli strati di tessuto dei calzini rispetto a quella tra la pelle e la calza a diretto contatto con essa. Vediamo come.

Il primo calzino da indossare, come dimostrato da alcuni studi [4,5], non deve essere in cotone, bensì liscio, sottile e di facile calzata come quelli in tessuto sintetico; questi tessuti sono ideali per essere indossati come strato interno a contatto con il piede, dal momento che aiutano a seguirne i naturali movimenti e aiutano nel controllo dell’umidità, trattenendone meno e assorbendone di più.
Il secondo calzino da indossare, invece, deve essere più spesso, magari con rinforzi in spugna nei punti più “delicati”; in questo modo tenderà a seguire la calzatura, massimizzando l’attrito con il calzino liscio e preservando il piede dell’atleta. Inoltre sarà anche in grado di comportarsi da “cuscino” in caso di urti accidentali.

PREVENZIONE:

Alcuni studi hanno esaminato l’efficacia di vari prodotti tra cui gli antritraspiranti, le polveri i lubrificanti o i tape nella prevenzione degli eritemi e delle vesciche.
Gli scaffali delle farmacie e dei negozi per runner sono pieni di potenziali soluzioni: idealmente questi prodotti dovrebbero essere sottili, facili da applicare e ben aderenti alla pelle.
Analizziamone alcuni:

­- il nastro di carta è aneddoticamente utile e, sebbene non ideale nelle condizioni di umidità eccessiva, dato il suo basso costo, la facilità d’uso e la sua setosità è il primo strumento utile che si può applicare su un eritema per prevenire la formazione di una vescica.

­- gli antitraspiranti e le polveri sono state proposti come misure preventive nella diminuzione dell’umidità dell’interfaccia piede-calza. Sebbene gli studi clinici abbiano dimostrato come gli antitraspiranti siano efficaci nella prevenzione delle vesciche, allo stesso tempo è stato verificato che causano spesso irritazione cutanea e questo aspetto ne limita l’utilità in chi soffre di eccessiva sudorazione (iper idrosi).
Nonostante l’ampia pubblicizzazione dei prodotti a base di polvere, quindi, non ci sono evidenze provenienti da studi scientifici circa la prevenzione delle vesciche a seguito dell’utilizzo di questi prodotti.

­- i lubrificanti apparentemente prevengono la formazione delle veschiche diminuendo la frizione dell’interfaccia piede-superficie di contatto. Alcuni studi hanno dimostrato come dopo l’applicazione di sostanze lubrificanti sulla pelle ci sia un iniziale decremento del coefficiente di frizione ma che, entro un’ora, questo parametro ritorna al valore di partenza con un successivo incremento dell’attrito del 35% in più rispetto ai valori iniziali nelle 4/6 ore successive. Gli studi clinici suggeriscono come con l’esercizio prolungato l’uso dei lubrificanti possa contribuire alla formazione delle vesciche piuttosto che alla loro prevenzione per cui va tenuto in conto che, qualora utilizzati, vanno necessariamente ri-applicati di frequente.

Per concludere vi proponiamo un interessante contributo.
Lo sapevate a cosa serve il primo buco per i lacci (quello più laterale) che nessuno usa mai?
Scopritelo nel video seguente che ci mostrerà un semplice rimedio per migliorare il comfort e la stabilità del sistema scarpa-piede.

 

 

Bibliografia:

[1] Injury and Illnesses Prevention for Ultramarathoners
[2] Mailler EA, Adams BB. The wear and tear of 26.2: dermatological injuries reported on marathon day. Br. J. Sports Med. 2004; 38:498Y501
[3] Krabak BJ, Waite B, Schiff MA. Study of injury and illness rates in multi-day ultramarathon runners. Med. Sci. Sports Exerc. 2011; 43:2314Y20
[4] Dai XQ, Li Y, Zhang M, Cheung JT. Effect of sock on biomechanical responses of foot during walking. Clin. Biomech. (Bristol, Avon). 2006; 21:314Y21.
[5] Herring KM, Richie DH Jr. Friction blisters and sock fiber composition. A double-blind study. J. Am. Podiatr. Med. Assoc. 1990; 80:63Y71.

 

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